Ho un’amica in difficoltà per uno stato di famiglia sbagliato, sulla base del quale ha ricevuto agevolazioni e sussidi dal comune. E’ stata accusata di frode per falso in atto pubblico: la colpa non è dell’ufficiale dell’anagrafe? Le hanno chiesto indietro i soldi ricevuti maggiorati degli interessi legali e triplicati, sulla base del D.P.R 233/89. Lei è senza reddito, ma vive nell’abitazione dei genitori, insieme a loro, ai quali paga una sorta di affitto mensile non registrato. I genitori hanno un reddito alto. Il comune da anni le nega la casa popolare, quindi è costretta a questa sistemazione per non lasciare due figlie riconosciute solo da lei in mezzo alla strada. Ma le ragazze madri hanno qualche legge che le tuteli?
In risposta ai Tuo primo quesito, vorrei dirTi che, con riferimento al reato di frode, se sussistono prove a favore della tua amica in grado di dimostrare che a trarla in errore è stato il funzionario dell’anagrafe, non ci sono grossi problemi. La punibilità potrebbe essere esclusa. Quanto al Tuo secondo quesito, posso dirTi che in ogni comune sussistono i servizi di assistenza sociale in grado di aiutare persone in difficoltà. Al riguardo invito la Tua amica a rivolgersi ad essi spiegando loro le sue difficoltà.